Dead Space (2008)

Dead Space (2008)

Adoro le sorprese, soprattutto nel mondo videoludico. Ecco, Dead Space è stata la mia prima sorpresa su PS3: un titolo arrivato nell’ ombra, senza dare nell’ occhio e, proprio per questo, passato inosservato da una buona fetta di videogiocatori. Io, devo ammetterlo, l’ ho scoperto quasi per caso, comprato ad un prezzo super scontato sotto consiglio di un amico: “provalo, non è male!”. E così l’ ho provato. E non sono più riuscito a staccarmi.

Ancora oggi non capisco come possa un titolo di questo calibro a non aver avuto un successo strepitoso, e di come molti preferiscano giochi come Resident Evil 5 a questo: Dead Space è stato apprezzato perlopiù dagli amanti dei giochi horror, ma per tutti gli altri sembrava semplicemente un gioco di serie B. Per fortuna il passaparola tra gli appassionati ha fatto sì che la fama di questo titolo si diffondesse, dandogli il giusto riconoscimento che si merita.

 

TERRORE DALLO SPAZIO PROFONDO

Innanzitutto la prima cosa che colpisce è l’ ambientazione: lo spazio. L’ universo di Dead Space (non solo quello narrativo) è costruito con così tanta cura e realismo da lasciare incantati. La trama vede un ingegnere, Isaac Clarke, in viaggio assieme ad un gruppo di altri tecnici verso la nave U.S.G. Ishimura, una enorme Planet Cracker utilizzata per trivellare pianeti e ricavare materiali preziosi. Ebbene, questa nave sembra andata in avaria e ogni contatto è stato interrotto, per questo Isaac e compagni devono atterrare per riparare il guasto. Ma non è il solo motivo che spinge il protagonista a proseguire nella missione: infatti è preoccupato per la fidanzata Nicole che al momento dell’ avaria si trovava a bordo dell’ Ishimura. Ovviamente la situazione precipita molto presto, e i tecnici non ci mettono molto a capire che a bordo le cose sono molto più gravi di quello che si aspettavano. Dopo un atterraggio di fortuna iniziano l’ esplorazione della nave, che appare desolata e abbandonata a sé stessa. Nemmeno un superstite. Bastano pochi minuti per scoprire il vero problema della Ishimura: è infestata di Necromorfi, umani mutati in creature abominevoli molto simili a quelle ammirate in La Cosa. Inizierà un’ Odissea nello Spazio allucinante, una spettacolare corsa alla sopravvivenza dalla narrazione profonda, matura e psicologicamente disturbata.

Attenzione: questo è un Action/Survival-Horror, molto simile (nelle meccaniche) agli ultimi Resident Evil: telecamera alle spalle del protagonista, armi da fuoco, azione e spettacolarità. Sopravvivere in Dead Space, però, è molto più difficile e non vi basterà limitarvi a sparare piombo sui nemici per uscirne vivi: le munizioni scarseggiano, e il solo modo per atterrare un necromorfo (ed evitare che si rialzi) è smembrarlo completamente. Si, avete capito, smembrarlo. Quando sparate dovete mirare agli arti e distruggere gli stessi, il solo modo per evitare brutte sorprese. Per farlo potrete comunque utilizzare attacchi corpo a corpo, colpendo l’avversario col calcio dell’ arma o pestandolo a sangue sotto il peso della vostra tuta: il modo migliore per risparmiare munizioni… ma anche un buon modo per rischiare la pelle. Come dicevo, in Dead Space c’ è più azione rispetto agli horror “classici”, ma l’ equilibrio tra azione e tensione è talmente ricercato da rendere il mix irresistibile a qualsiasi giocatore, dal più moderno al più tradizionalista. Infatti i tetri e agghiaccianti corridoi della nave sono vuoti e silenziosi, e provocano nel giocatore un profondo senso di angoscia e turbamento. Un esempio: state camminando in una stanza fredda e buia, attorno a voi tutto è distrutto e c’ è sangue ovunque; le sole cose che vi tengono compagnia sono la torcia e il rumore dei vostri passi. Improvvisamente, proprio mentre passavate accanto al muro (magari diretti verso l’ unica uscita), un necromorfo sfonda la griglia del condotto di areazione e irrompe nella stanza, agitando braccia e gambe e ringhiando col suo caratteristico e raggelante verso. Seguono momenti di panico, in cui sfoderate la vostra arma cercando di mirare agli arti mentre il necromorfo si scaglia su di voi con movimenti rapidi e scoordinati. Vi assicuro che pochi giochi sanno dare certe emozioni.

La storia è ricca di souspanse e una continua fonte di sorprese. Le ispirazioni a varie opere di fantascienza non vengono nascoste, ma vengono quasi omaggiate: l’ atmosfera e le ambientazioni del primo Alien, le creature abominevoli di La Cosa, la narrazione onirica e diabolica di Silent Hill, perfino il protagonista porta il nome di due Grandi scrittori della fantascienza, Isaac Asimov e Arthur Charles Clarke. Insomma, solo questi aspetti dovrebbero bastarvi per farvi un’ idea della qualità di quest’ opera.

Nel vostro peregrinare a bordo della nave dovrete risolvere enigmi, cercare oggetti, munizioni e denaro. Con quest’ ultimo potrete acquistare armi, medipack, munizioni e quant’ altro nei terminali appositi sparsi per lo scenario; negli stessi terminali, inoltre, potrete (una volta sbloccate) acquistare tute sempre più potenti e gestire il vostro inventario (potrete inserire gli oggetti inutilizzati e alleggerire il vostro equipaggiamento conservando il superfluo nella Cassaforte del computer). In altri terminali, invece, potrete potenziare armi (rateo, danno, capacità ecc) e armature (resistenza, ossigeno, ecc) utilizzando i Nodi, potenziamenti molto rari e costosi e, proprio per questo, da utilizzare con parsimonia. I nodi inoltre possono servirvi a sbloccare alcune stanze segrete, in cui possono essere custoditi oggetti utilissimi come gli Schemi (sbloccano nuove armi, oggetti o armature da acquistare nei negozi), un motivo in più per pensarci due volte prima di utilizzarli.

Ogni arma ha un Fuoco Primario e un Fuoco Secondario: il secondo in genere è molto più potente e devastante ma vi costerà molte munizioni in più o, in alcuni casi, l’ intero caricatore. Anche in questo caso è bene utilizzare la testa durante i combattimenti…

Molto interessanti anche le sezioni a Gravità Zero: in questi momenti potrete balzare da una superficie all’ altra (come pareti o soffitti) giocando con la gravità ma attenzione: l’ ossigeno della vostra tuta non è infinito ed è meglio che vi sbrighiate, se non volete morire soffocati.

Ovviamente, come in qualsiasi horror che si rispetti, non potevano mancare gli enigmi: sono molti ma piuttosto semplici, servono piuttosto a rompere un po’ l’ azione e rendere le cose un po’ più varie. Il più delle volte dovrete semplicemente spostare oggetti con la Cinesi (un’ abilità che vi permette di afferrare oggetti, spostarli o scagliarli sul nemico) o sarà richiesto l’ uso della Stasi, una sostanza in grado di rallentare il bersaglio e di portarlo in uno stato di slow-motion per qualche secondo: ovviamente questo potere è utilizzabile anche sui nemici ma con parsimonia, poiché per ricaricarlo dovrete utilizzare i Pack di Stasi (raccolti o acquistati nei negozi) o utilizzare gli appositi distributori (ma sono rari).

Non mancano scene spettacolari e cinematografiche ma il grosso dell’ avventura la passerete in corridoi lugubri e stanze claustrofibiche. Rimarrete affascinati dal mondo di gioco di Dead Space, stilisticamente curatissimo e molto realistico. Per approfondire la storia, inoltre, potrete cimentarvi alla ricerca di Audiolog e Textlog, documenti audio e video che raccontano le vicende dei coloni e spiegano le cause dell’ incidente. Insomma, un gioco davvero curato e divertente e se siete amanti dell’ horror vi assicuro che di spaventi ne prenderete parecchi, soprattutto se giocate al buio e con un buon paio di cuffie. Garantito.

 

TECNOLOGIA FANTASCIENTIFICA

Graficamente il gioco mostra dei muscoli PAZZESCHI, capaci di competere con le grandi produzioni attualmente presenti su console: personaggi curati e realistici, animazioni superbe, texure eccellenti (eccetto qualche sbavatura), effetti di luce INCREDIBILI ed effetti speciali all’ avanguardia. Niente da invidiare a Resident Evil 5, questo è poco ma sicuro. Unico neo, una certa linearità delle ambientazioni, che è forse l’ unico difetto di questo titolo: infatti non sono moltissime le zone liberamente esplorabili e spesso si ha quasi la brutta sensazione di un gioco su binari (e la struttura a “livelli” -12 in tutto- non aiuta un granchè); certo, questo a vantaggio del ritmo di gioco e della spettacolarità ma è un peccato considerato l’ enorme potenziale del titolo. Niente di grave comunque: a pensarci bene anche giochi come Silent Hill o Resident Evil sono lineari (non sono certo dei sandbox) ma diciamo che almeno cercano di “mascherarlo” offrendo qualche stanza accessibile in più. Per il resto niente da obiettare: ambientazioni ricche di dettagli, protagonisti ben caratterizzati e nemici davvero brutali e inguardabili (in senso buono). Inoltre, nessun bug o rallentamento di alcun genere, il motore grafico gira che è una bellezza.

Il sonoro, come spesso accade in questo genere, è perfetto ma forse qui è addirittura una spanna sopra alla concorrenza: non esagero se dico che (personalmente) si tratta dell’ horror più curato che io abbia mai sentito. Colonna sonora incredibile (con archi e violini da far accapponare la pelle) e un doppiaggio in italiano davvero eccellente. Gli effetti, da colossal, segnano nuovi standard e sono quanto di meglio possiate desiderare (in particolar modo i versi dei mostri sono qualcosa di raggelante). Anche nel sonoro dispiace constatare due difetti piccoli ma evidenti e che rovinano parzialmente l’ atmosfera e il realismo che permeano durante tutta l’ avventura: innanzitutto la voce di Dario Argento. Ebbene si, uno dei personaggi chiave della storia è stato doppiato dal signor Argento, il cui caratteristico accento “romagnolo” stona un pò con le voci professionali degli altri personaggi e appare fuori contesto. Secondo, Isaac non dice una parola. Non capisco come abbiano potuto gli sviluppatori optare per una scelta come questa. Non c’ è occasione (dico, una) in tutto il gioco in cui sentiremo la voce del protagonista e questo è un’ aspetto inconcepibile in un titolo del genere.

Il gameplay è semplice, intuitivo e divertente: la combinazione di tasti ricorda molto quella di Resident Evil 5 (quindi non molto originale) ma è funzionale e piacevole. Interessanti e originali invece le sezioni a “gravità zero” e novità come la Cinesi e la Stasi, in grado di dare quel pizzico di strategia che nei combattimenti della concorrenza invece manca. Come accennato, l’ effettiva linearità dei livelli non dà molta libertà di azione ed esplorazione al giocatore, ed è un vero peccato poiché questo aspetto è molto importante in questo genere di avventure.

La longevità si attesta sul solito standard: circa 10/12 ore per portare a termine l’ avventura. Poi, per i più coraggiosi, è possibile sbloccare un nuovo livello di difficoltà e rigiocare la storia con le armi e l’ equipaggiamento ottenuti in precedenza, cercando magari di sbloccare qualche trofeo. Insomma, la rigiocabilità è molto scarsa ma vi assicuro che la qualità dell’ avventura vi spingerà a rivivere queste emozioni almeno un’ altro paio di volte.

Nel complesso, il viaggio di Isaac Clarke è qualcosa di indescrivibile: è follia pura, orrore al 100%, un’ acquisto obbligato per qualsiasi amante dell’ horror o della fantascienza… o di entrambi. Un titolo eccellente sotto quasi tutti i punti di vista. Adoro le sorprese.

 

PREGI

Grafica e sonoro da brividi

Atmosfera e scenari eccellenti

Storia e svolgimento coinvolgenti

Il miglior horror di questa generazione

DIFETTI

Rigiocabilità scarsa

Un po’ troppo lineare

Controlli “scopiazzati”

Il silenzio assordante del protagonista

 

GRAFICA...............94

SONORO...............95

GIOCABILITA.........90

LONGEVITA...........82

Divertimento*.......95

GLOBALE..............90

 

A cura di: Marco Tessarolo

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