Demon souls rimarrà in eterno nel cuore e nei ricordi di migliaia di giocatori: un gioco tremendo, ai limiti della sopportazione umana, un sogno e al tempo stesso un incubo per ogni giocatore hardcore che si rispetti. Un oscuro mondo fantasy da affrontare, popolato da demoni senz’ anima… e senza scrupoli. Ebbene, dopo il suo incredibile e inaspettato successo era naturale aspettarsi un seguito. Provate a immaginare un gioco dall’ atmosfera opprimente e claustrofobica di Demon Souls, nemici ancora più grandi e affascinanti e spietati, un mondo liberamente esplorabile più vasto e… pericoloso. Otterrete cosi’ Dark Souls.
Se il primo capitolo vi ha tolto il sonno aspettatevi di giocare questo seguito.
EROI SENZ’ ANIMA
La struttura di gioco rimane essenzialmente la stessa. All’ inizio dovrete creare il vostro eroe nell’ apposito editor (sesso, nome, acconciatura, volto, dimensioni del corpo, …), scegliere una classe iniziale (oltre a quelle vecchie c’ è qualche aggiunta) e alcune caratteristiche dell’ equipaggiamento. Fatto ciò l’ avventura ha inizio. Vi risveglierete in una cella abbandonata nei meandri di una prigione sotterranea. Un misterioso personaggio vi darà una mano ad uscirne e da quel momento dovrete farvi strada verso l’ uscita. I primi minuti servono più da tutorial per prendere familiarità con i comandi. Uccidendo i vostri nemici assorbirete le loro anime, e queste serviranno a comprare oggetti, potenziare armi ed equipaggiamenti e incrementare le vostre statistiche. I primi cazzi amari arriveranno all’ incontro con il vostro primo Boss. Niente di impossibile, ma uno scontro difficile abbastanza da darvi un’ idea di cosa vi aspetterà più avanti. Preparatevi a morire spesso, spessissimo. Morire, esattamente come in Demon Souls, fa parte del “gioco” e sarà una vera e propria routine. Una volta passati a miglior vita sul luogo della morte rimarrà una macchia di sangue contenente le anime e l’ Umanità (importante per svariati motivi che non sto qui ad elencare) perduti. Recuperarli è possibile? Certo, basta solo ripercorrere il tragitto e toccare la macchia, sperando di non morire una seconda volta strada facendo. Sembra facile…
Una delle novità più rilevanti è che, sparsi per il gioco, sono presenti dei falò. Riposare in uno di essi ha parecchi vantaggi: in caso di morte tornerete all’ ultimo falò visitato, recupererete energia e fiaschette di Estus (una sorta di medikit), potrete salire di livello o potenziare equipaggiamenti (sempre a costo di qualche anima e oggetti, ovvio),… ma presenta anche alcuni svantaggi: per esempio tutti i nemici sconfitti fino a quel momento torneranno in vita. E tanto basta.
Proprio i falò potrebbero farvi pensare che Dark Souls sia più facile di Demon Souls. Nel primo episodio infatti in caso di morte si era costretti a ricominciare l’ intero livello. Beh pensate male. I falò NON servono a rendere l’ esperienza più facile ma solo MENO FRUSTRANTE. E’ importante distinguere le due cose: il pregio di Dark Souls è quello di mantenere (anzi, forse aumentare) la difficoltà del primo episodio e di rendere contemporaneamente l’ esperienza meno irritante. Trappole mortali, nemici temibili, agguati, dirupi chilometrici, sono ancora innumerevoli i motivi che vi porteranno alla dipartita, solo che stavolta non sarete costretti a ripercorrere chilometri e chilometri di scenario per colpa di una piccola distrazione.
Altra piacevole miglioria è l’ eliminazione del Nexus. Ora non è presente alcuna zona sicura (eccetto il Santuario del Legame del Fuoco, il luogo di partenza) e il mondo non è più diviso in livelli ma è liberamente esplorabile, senza caricamenti o fastidiosi rallentamenti. Foreste, caverne, castelli, torri, sotterranei, ne avrete di posti da esplorare. Certo, per sbloccare alcune aree dovrete per forza eliminare colossali Boss o aprire portali con chiavi rarissime o costosissime ma che ci volete fare… stiamo parlando di Dark Souls, mica cazzate.
Per il resto rimane grossomodo simile al suo predecessore: i tasti L1 e L2 controllano la mano sinistra e R1 e R2 la mano destra. Potrete equipaggiare elmi, corazze, guanti, gambali, scudi, spade, archi, lance, centinaia di armi ed equipaggiamenti, lanciare magie offensive o curative, chiamare miracoli, effettuare schivate, salti, capriole, contrattacchi, attacchi (leggeri o pesanti), difese… i comandi sono molteplici e piuttosto ostici -come non potevano esserlo- e dovrete imparare a sfruttarli tutti se volete avere qualche possibilità di arrivare alla fine. È di nuovo presente la terribile barra della stamina (che regola ogni tipo di movimento, dalla corsa, agli attacchi, alle parate), cosi’ come la possibilità di passare dalla condizione di “umano” a quella di “essere vuoto”, con i relativi pro e contro. E qui le discussioni filosofiche si sprecano…
Che altro dire. Nel corso del gioco incontrerete dei personaggi misteriosi: a volte serviranno esclusivamente per acquistare oggetti, altre volte avranno un ruolo più profondo all’ interno della "storia" e vi doneranno oggetti rari. Tranquilli, comunque: niente aiuti o suggerimenti da parte loro, rimarrete soli dall’ inizio alla fine. Più o meno.
Infatti è stata introdotta una sorta di multiplayer: avviando la partita mentre siete online non solo potrete leggere i messaggi lasciati in giro dagli altri giocatori (a volte suggerimenti, a volte spudorate trappole) ma potrete anche essere invasi da alcuni di loro: la cooperazione non dura a lungo e potrebbe trattarsi di un’ arma a doppio taglio. Potrebbe trattarsi di un prezioso aiuto ma esiste anche la possibilità che si tratti di un’ anima malvagia che viene solo per rendervi le cose ancora più difficili.
QUALITA TECNICA
Graficamente è più che dignitoso. Il motore è lo stesso del primo episodio ma è stata aggiunta qualche miglioria, come ad esempio la totale assenza di caricamenti, un frame rate quasi sempre stabile e la quasi totale assenza di bug o brutture grafiche in genere. Ambientazioni medievali dal fascino irresistibile, geometrie delle mappe studiate nei minimi dettagli e scenari creati per essere spietati ma al tempo stesso per poter essere usati a proprio vantaggio (con la pratica e l’ esperienza). Animazioni e dettagli non sono di certo il massimo (a volte gli scenari sono un po’ troppo spogli e statici), la fisica non è sempre realistica e alcuni problemi nel controllo del personaggio vi faranno dare di matto. Il motore in effetti era goffo e grezzo già all’ epoca ma rientra perfettamente nello stile del gioco: non è un titolo per tutti, non è un Final Fantasy (tutto fumo e niente arrosto), si tratta di un GDR per veri giocatori hardcore, giocatori che non badano di certo al realismo grafico per poter apprezzare un fantasy degno di questo nome. Un gioco che è difficile in tutto, non solo nei contenuti ma anche in queste cose. Ecco quindi che, una volta inquadrato ed entrati nella filosofia di gioco, dettagli come questi non contano più niente. Nel mondo di Dark Souls non c’ è spazio per l’ apparenza e solo i più abili sopravvivono.
Il sonoro è ugualmente in linea con lo stile generale. A melodie di sottofondo angoscianti e cupe si alternano gelidi silenzi riempiti esclusivamente dal rumore dei nostri passi e dall’ instancabile fruscio del vento che si fa strada tra angusti corridoi e umide vie sotterranee. Gli incontri con i Boss invece sono accompagnate da musiche epiche e orchestrali ma raramente vivrete abbastanza a lungo da poterle ascoltare. Il sonoro invece presenta alti e bassi: alcuni effetti sono pienamente riusciti (come lamenti e versi demoniaci), altri risultano un po’ monotoni e ripetitivi (come il rumore delle armi e il tonfo provocato dal loro impatto sul nemico) ma tutto sommato il quadro generale è più che sufficiente. Il doppiaggio è in puro stile fantasy e non esattamente impeccabile (alcune voci sono ridicole, ma forse è una cosa voluta, chissà), ma vi capiterà cosi raramente di parlare con qualcuno che la cosa è tranquillamente passabile.
Il gameplay, come accennato, è spietato. Le mosse eseguibili sono molto più numerose della concorrenza e i comandi sono per certi versi intuitivi, ma per altri richiederà da parte vostra un impegno nel maneggiare il joypad da non sottovalutare. Dovrete avere le dita tentacolari e riflessi sempre pronti se volete uscirne indenni.
La longevità si attesta su ottimi livelli ma il tempo necessario per arrivare alla fine dipende esclusivamente dalla vostra abilità, dalla vostra pazienza, dalla vostra costanza e dalla vostra scaltrezza nel trovare le strategie giuste. Potrebbero bastarvi una cinquantina di ore... o potrebbe non bastarvi una vita intera.
Insomma dal punto di vista puramente tecnico è un gioco tutt’ altro che perfetto, pieno di pregi ma anche di incontestabili difetti. È una vera impresa per me giudicare obiettivamente un gioco di questo calibro, cosi spartano ma al tempo stesso cosi’ autentico e profondo. Un gioco vero e proprio, tutto sostanza, senza fronzoli o giri di parole, come non se ne vedevano da anni. Un’ esperienza indimenticabile, sempre se vi piace il genere. Se amate esclusivamente l’ azione, il divertimento o l’ adrenalina passate ad altro, non fa per voi. Ma se al contrario amate le vere sfide, i giochi come quelli di un tempo, difficili, lunghi, violenti, impegnativi, macabri e disumani, di quelli che fanno piangere, bestemmiare e solo dopo lunghi sacrifici urlare di gioia allora avete trovato pane per i vostri denti.
Insomma, dietro a un gioco obiettivamente “vuoto”, o noioso, senza una trama degna di nota, si nasconde invece un titolo dall’ alto tasso di moralità, maturo e riflessivo. Dark Souls è la metafora della vita e dell’ esistenza: sarete soli, abbandonati in un mondo sconosciuto e ostile. Ci sono domande a cui non riuscirete a dare risposta. È cosi’ e basta. Durante i vostri viaggi cadrete più e più volte ma dovrete avere la forza di rialzarvi e imparare dai vostri errori, andare avanti e tentare qualche nuova strategia. O cambiare strada, perché no. Ma mai, MAI vi dovrete demoralizzare. Presto o tardi tutti cadono, chi più chi meno. È cosi’ e basta. Quello che vi renderà più forti e che vi darà soddisfazione è proprio il riuscire, prima o poi, a superare quell’ ostacolo insormontabile quando molti, prima di voi, hanno gettato la spugna e deciso di abbandonare la partita. A volte incontrerete delle persone sul vostro cammino: a volte amici, altre nemici. È cosi’ e basta. È sempre stato cosi’. Fidarsi o no, questa è una vostra scelta. Ci sarà chi vi darà una mano a proseguire nell’ avventura, chi invece (vuoi per invidia o per pura malvagità) farà di tutto per mettervi i bastoni tra le ruote. Ma alla fin fine, potrete contare solo su voi stessi e chiunque vi capiti davanti, buono o cattivo che sia, prima o poi prenderà un’ altra strada e tornerete a fare i conti solo con voi stessi. Ma che potete farci, così và la vita. Cosi’ e basta.
PREGI
Profondità senza uguali
Atmosfera e scenari insuperabili
Un mondo aperto tutto da esplorare
Online sfruttato in modo affascinante e intelligente
Lungo, difficile e impegnativo
Molto difficile
Molto impegnativo
DIFETTI
Tecnicamente non è all’ altezza della concorrenza
L’ eccessiva difficoltà scoraggerà più di qualcuno
Molto difficile
Molto impegnativo
GRAFICA...............82
SONORO...............86
GIOCABILITA.........89
LONGEVITA...........94
Divertimento*.......95
GLOBALE..............88
A cura di: Marco Tessarolo