Lo aspettavamo da anni, questo L.A. Noire. Analizziamo questo nuovo gioco Rockstar e cerchiamo di capire se ha deluso le vostre aspettative.
La storia vede come protagonista l’ agente Cole, un poliziotto dal passato misterioso che cerca di farsi gerarchicamente strada nel corpo di Polizia. Per farlo dovremo portare a termine una serie di indagini in cui saremo chiamati a compiere delle scelte: analisi del luogo del delitto e della vittima, ricerca di indizi, interrogatori, inseguimenti e quant’ altro. Per spostarci da un luogo all’ altro potremo usufruire delle auto e spostarci attraverso una Los Angeles ben ricostruita e liberamente esplorabile. Una volta raggiunto il luogo dell’ omicidio il caso avrà inizio. Ogni nostro progresso e ogni nuova informazione raccolta verrà registrata nel nostro taccuino, visionabile in qualunque momento (e che funge da “inventario”). Durante un’ indagine potremo muovere liberamente Cole nel luogo del delitto e spremerci le meningi per cercare quei dettagli che fanno al caso nostro. Potremo maneggiare oggetti ed esaminarli e nel fare tutto questo saremo accompagnati dal nostro “socio” che ci fornirà aiuto o supporto. Ma sono sicuramente gli interrogatori i veri protagonisti di L.A. Noire: grazie ad una rivoluzionaria tecnologia usata dagli sviluppatori i personaggi godono di un’ espressività senza precedenti: i volti sono tanto curati da apparire indistinguibili dalle controparti reali. Ecco quindi che dovremo porre delle domande e osservare le reazioni del nostro malcapitato, per notare comportamenti o espressioni che ci indichino la veridicità o la falsità delle sue dichiarazioni. Purtroppo è spiacevole notare alcune imprecisioni durante queste fasi, come dichiarazioni o comportamenti poco convincenti. Inoltre dopo un po’ di pratica non diventa difficile incastrare la nostra vittima. Inoltre la stessa struttura degli interrogatori è pressoché invariata: insomma, piccoli difetti che a volte danno l’ impressione di non essere effettivamente padroni della situazione e di guidare Cole attraverso fasi pesantemente scriptate. Stesso discorso vale per le fasi action: che si tratti di un inseguimento o di una sparatoria spesso si capisce di come sotto sotto sia un titolo molto lineare e che lascia in effetti poco spazio alle iniziative o alle strategie personali. Sempre parlando di sparatorie, dimenticate l’ azione in terza persona di GTAIV: L.A. NOIRE è un titolo investigativo e le fasi d’ azione servono perlopiù a tenere alto l’ interesse e dare maggior varietà al titolo (dopo alcuni tentativi queste fasi sono addirittura skippabili). Tuttavia, nonostante i suoi difetti la storia, l’ atmosfera e il fascino dell’ investigazione vi terranno incollati dall’ inizio alla fine, parola mia!
Mi dispiace constatare che graficamente ci sono visibili pregi e indiscutibili difetti. È vero che i volti e la loro espressività sono i più curati e avanzati della storia dei videogiochi ma è anche vero che contrastano pesantemente con dei corpi non proprio ricchissimi di dettagli e con un’ animazione dei personaggi un po’ legnosa (accettabili, ma comunque meno curate del previsto). Stesso discorso vale per gli scenari, che godono di diversi alti e bassi: i luoghi dei delitti e gli interni sono molto curati e dettagliati ma… per il resto, Los Angeles è un po’ troppo vuota e desolata. Le strade sono poco trafficate (certo, giustificate dall’ epoca storica, però…), ci sono pochi passanti e gli edifici non brillano per dettagli o varietà cromatica. Generalmente il risultato è più che buono (gli abiti, i veicoli, l’ atmosfera… tutto dà l’ impressione di stare negli anni ’40), ma trattandosi di un gioco Rockstar mi aspettavo di più.
Il doppiaggio (solo in inglese) è fra i più curati del momento: gli attori hanno davvero dato tutto se stessi. Gli effetti sono curati e vari ma le musiche non sono di certo indimenticabili. E' il modo in cui quest' ultime vengono sfruttate a risultare interessante: durante le indagini il motivo di sottofondo ci aiuterà nella ricerca di indizi e se ci avviciniamo ad un oggetto di interesse la musica crescerà di intensità guidandoci, di fatto, all’ interno dello scenario.
Nonostante tutto L.A. Noire si rivela molto piacevole da giocare: i comandi sono tutti intuitivi e l’ alternanza di momenti action con fasi più ragionate garantiscono un ritmo di gioco sempre piacevole. Peccato solo che, come accennato, spesso si abbia una forte sensazione di linearità, il che intacca purtroppo un’ esperienza che avrebbe potuto essere molto più immersiva. Il divertimento comunque è alle stelle e una volta cominciato non riuscirete più a staccarvene fino alla fine.
Anche la longevità è su buoni livelli: la storia è lunga e la rigiocabilità è garantita (per cercare di risolvere i casi nel miglior modo possibile). Apparte questo non c’ è molta altra carne al fuoco: non bastano i collezionabili o le brevi (e ripetitive) missioni secondarie per rendere Los Angeles divertente.
Insomma, meglio chiarire le cose come stanno: L.A. Noire NON è un GTA. Non è nemmeno un Max Payne, siete avvisati. E dimenticate la trama e lo spessore di Red Dead Redemption. Questo nuovo esperimento di Rockstar è un gioco di INVESTIGAZIONE: una sorta di avventura grafica, ma in terza persona: un gioco investigativo condito qua e là da spruzzate di azione, giusto per rendere le cose un po’ meno monotone e dare la giusta dose di varietà al titolo. Un gioco rivoluzionario ma al tempo stesso minato da difetti passabili ma ahimè davvero grossolani per essere un prodotto Rockstar. Insomma, volete un mio parere? Ok.
È il capolavoro che tutti si aspettavano? Certamente si. Le aspettative non sono state deluse per chi si aspettava un poliziesco dall’ atmosfera irresistibile.
È un gioco per tutti? Decisamente no. È un gioco che richiede impegno e ragionamento per essere portato a termine. Pallottole e sgommate dopotutto qui contano ben poco.
È un gioco consigliabile? Assolutamente si! Non pensateci due volte: L.A. Noire vale davvero i soldi spesi e prima o poi dovete farlo vostro… semplicemente non chiedetegli di essere quello che non è.
PREGI
I personaggi più realistici ed espressivi che abbiate mai visto
Atmosfera irresistibile
Tutta l’ essenza e il fascino dell’ investigazione
DIFETTI
Linearità eccessiva
Fasi action così così
Scenari poco curati
Animazioni sotto le aspettative
GRAFICA...............86
SONORO...............88
GIOCABILITA.........89
LONGEVITA...........90
Divertimento*.......92
GLOBALE.............88
A cura di: Marco Tessarolo