Uncharted è ormai diventato un vero e punto di riferimento per tutti gli amanti dell’ Avventura con la A maiuscola, una saga che è stata in grado di surclassare i più grandi del genere, come Tomb Raider o Indiana Jones. Siamo arrivati alla resa dei conti, con il terzo e ultimo capitolo “L’ Inganno di Drake”. Sarà all’ altezza delle aspettative (c’ è bisogno di chiederlo?)?
LEZIONI DI STILE
La storia di Nathan gronda stile da tutti i pori: finalmente conosceremo i lati più intimi del protagonista, a cominciare dalla sua infanzia durante il primo incontro con il futuro migliore amico Sully. Torneranno vari amici/nemici già visti in una vera e propria rimpatriata che farà la gioia di tutti i fan, tutti riuniti alla ricerca della leggendaria Atlantide del deserto, tramite gli indizi lasciati dall’ antenato Francis Drake. Questa sarà l’ avventura più pericolosa mai affrontata dal nostro eroe, che sarà ostacolato da mercenari e da un’ oscura setta segreta, che metteranno in pericolo non solo i suoi amici ma anche la sua stessa vita. Non mancheranno colpi di scena inaspettati e situazioni originali. La storia è davvero ricca di tensione e trasmette una continua sensazione di pericolo, in un’ escalation di emozioni che stregherà anche il giocatore più insensibile, con il solito mix di esplorazione, azione e avventura. A dire il vero molte situazioni mi sapevano di “già visto” (le fughe spericolate, i salvataggi a rotta di collo, …) e gli enigmi sono ancora troppo semplici ma è impossibile lamentarsi davanti ad un lavoro così maestoso. Diciamo che il terzo capitolo non impressiona per originalità quanto Il Covo dei Ladri (all' epoca) ma sfrutta tutto il meglio dei capitoli precedenti e lo confeziona in un pacchetto più completo e curato. A trainare il giocatore è una sceneggiatura costruita alla perfezione, che non annoia mai e, pur presentando alcuni cliché, offre il massimo che possiate desiderare.
A farla da padrone è comunque una realizzazione tecnica senza precedenti: la grafica è quanto di più spettacolare abbiate mai visto: i personaggi sono espressivi, ottimamente modellati e animati alla perfezione. E che dire degli scenari? Semplicemente incredibili. Un’ esplosione di dettagli da paura, con livelli (purtroppo) lineari come sempre ma -in certe occasioni- molto più vasti ed esplorabili che in passato. Infatti, soprattutto nelle fasi di combattimento, le mappe offrono vari tipi di approccio allo scontro ed è possibile applicare alcuni tipi di strategie: meglio recuperare un fucile da cecchino, allontanarsi e freddarli dalla distanza, eliminarli di soppiatto studiando i percorsi delle guardie o rischiare il tutto per tutto e affrontarsi a distanza ravvicinata sfruttando le numerose coperture? Basta scegliere.
Graficamente è tutto sontuoso: effetti speciali, effetti luminosi, riflessi, crolli, esplosioni, effetti particellari, effetti ambientali (come fuoco e acqua) sono tecnicamente avanzati e realistici. Peccato solo per qualche rarissimo difetto (come muri che spariscono per un secondo o qualche fastidioso scatto) ma in generale non teme paragoni.
E il sonoro? Ugualmente incredibile. Il doppiaggio in italiano è curatissimo (un esempio per molte altre produzioni a venire), gli effetti sono vari e immersivi e la colonna sonora epica ed esaltante (anche se non molto originale, a mio avviso).
Il gameplay è ciò che avete sempre desiderato ma che non avete mai trovato nel 99% dei videogiochi esistenti: controlli fluidi e intuitivi, numerose applicazioni delle mosse e un sistema di combattimento profondo e dinamico (per il genere): quest’ ultimo, soprattutto, è davvero superbo poiché consente, con pochi tasti, di attaccare, schivare, liberarsi dalle morse e via dicendo. Per il resto è il solito Uncharted, ma migliorato sotto ogni profilo: esplorazione, scontri a fuoco, inseguimenti, pedinamenti, il gameplay è sempre vario e mai monotono (gli enigmi sono un po’ più impegnativi e originali che in passato… anche se non più di tanto), ma le novità in questo ambito non sono molte rispetto al secondo episodio. Peccato soprattutto che la linearità dei livelli non dia la possibilità al giocatore di sfruttare i comandi con più libertà, spesso si ha l' impressione di essere “guidati” nel corso dell' azione, il che pesa non poco sull' effettiva giocabilità generale.
La longevità in singolo è leggermente diminuita rispetto al secondo episodio (anche se la qualità è decisamente aumentata e non mancano un sacco di tesori da scoprire), ma se disponete di una connessione potrete anche sfruttare un’ online assolutamente superbo (e in continua espansione, tramite i DLC), in grado di rivaleggiare con i grandi del genere (come COD o Battlefield che possiedono il monopolio del gioco online). Le modalità sono molte, le mappe varie e ben strutturate, le opzioni di personalizzazione (di armi e personaggi) infinite e il gameplay eccezionale come sempre ovvero semplice, funzionale e ricco di possibilità (presente anche il Co-Op, con missioni ispirate alla campagna da giocare in compagnia).
Insomma, che abbiate giocato o no i capitoli precedenti adorerete L’ Inganno di Drake: oltre ad essere tecnicamente impressionante è anche ultramegastradivertente da giocare (non solo da vedere). Il terzo capitolo è l’ apice di una saga che, statene certi, influenzerà per molto tempo libri, film e videogiochi di avventura, grazie ad una trama travolgente e situazioni esaltanti ed esplosive. Solo una cosa, cara Naughty Dog: la prego, con The Last of Us veda di concentrarsi un po' di più sull' esplorazione!
PREGI
Tecnicamente mostruoso
Divertimento all’ ennesima potenza
Trama varia e ricca di sorprese
Giocabilità perfetta
Multiplayer davvero curato
DIFETTI
Linearità a volte fastidiosa
Pochi enigmi
Poca esplorazione e gameplay “guidato”
GRAFICA...............96
SONORO...............95
GIOCABILITA.........89
LONGEVITA...........92
Divertimento*.......98
GLOBALE..............93
A cura di: Marco Tessarolo